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    Niko Romito al Salone del Gusto 2014 Lo Chef presenta Spazio il suo ristorante-laboratorio di Eataly Roma

    Oct 22 • F&B., Gossip, Lifestyle • 0 Views

    Venerdì 24 ottobre, Niko Romito e Oscar Farinetti presenteranno alSalone del Gusto Terra Madre 2014, Spazio il ristorante-laboratorio che porterà lo stile della Niko Romito Formazione a Eataly Roma.

    Tutto pronto per il Salone del Gusto 2014.
    Domani a Torino inaugurerà, infatti, la nona edizione della kermesse targata Slow Food e abbinata a Terra Madre, rete mondiale delle comunità del cibo.

    Come abbiamo visto il programma di questa edizione 2014 del Salone del Gusto sarà particolarmente intenso e molto coinvolgente per il pubblico e tra gli appuntamenti da non perdere, il Lingotto Fiere del capoluogo piemontese ospiterà anche a battesimo il nuovo progetto targato Niko Romito.

    Lo Chef tra i più in voga e quotati del momento, ha raggiunto il podio nella Guida dell’Espresso 2015, è pronto infatti a presentare al Salone del Gusto 2014 il nuovo ristorante-laboratorio che porterà laformazione di Romito a Eataly Roma.

    Da due anni lo chef 3 stelle Michelin ha infatti aperto all’interno di Reale|Casadonna a Castel di Sangro (AQ) una Scuola di Alta Gastronomia.
    Con Spazio, tra le mura di Eataly, ecco che Romito vuole estendere il suo progetto anche alla Capitale dando così la possibilità a giovani cuochi romani e non di fare esperienza mettendosi in gioco in prima persona ma potendo pur sempre contare sull’aiuto dei loro trainer, Gaia Giordano e Enrico Camelio.

    “Il menu sarà in continua evoluzione, ma non mancheranno piatti della tradizione romana con spunti moderni e attuali – anticipa Niko Romito. – Quella di Spazio è una cucina divulgativa aperta a chiunque, che intende promuovere la cultura del cibo a prezzi accessibili. Spazio e Eataly posseggono un’identità propria che va rispettata; insieme ad Oscar abbiamo deciso di iniziare questo nuovo progetto che vede i giovani cuochi in prima linea in una formula lavorativa unica nella quale potranno acquisire sicurezza, capacità di confronto e competenze nella gestione diretta del locale”.

    Qualità, didattica, formazione e sostenibilità, musica per le orecchie di Oscar Farinetti“Mi piace Niko, adoro la sua cucina ma soprattutto mi piace Spazio! – è stato infatti il commento entusiasta del patron di Eataly. - Il progetto è in linea con Eataly perché unisce l’intento didattico con le attività di business. Niko è il più giovane grande maestro italiano di cucina di qualità e il progetto Spazio darà spazio alla semplicità e al talento di tanti giovani cuochi diventando per tutti luogo di incontro e di esperienza. Sono convinto che la sua formula inserita all’interno di Eataly Roma avrà un grandissimo successo”.

    E mentre tutti puntano su Milano come prossima tappa per una nuova apertura all’insegna della Niko Romito Formazione, e che potrebbe quindi vedere Spazio dialogare con i turisti stranieri presenti in città per Expo 2015, ecco che il Salone del Gusto Terra Madre 2014 è un evento da non perdere per sapere di più del progetto di Romito e Farinetti.
    L’appuntamento è dunque per venerdì 24 ottobre alle ore 14.10 nella sala Blu (padiglione 2, Lingotto Fiere), save the date!

    Eataly Roma

     

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  • Sidaction Gala Dinner 2013 - Inside

    Oscar de la Renta, il nuovo direttore creativo è Peter Copping

    Oct 22 • Design, Fashion, Gossip, Lifestyle • 0 Views

    Oscar de la Renta è morto nella serata di lunedì 20 ottobre.
    Grazie a abiti dallo stile inconfondibile, creatività frizzante e passione per l’eleganza ha fatto la storia della moda diventando una delle icone assolute del fashion system internazionale.

    Malato da tempo, il cancro gli era stato diagnosticato nel 2006, già da qualche settimana si stava pensando al futuro della maison che porta il nome del designer di origini domenicane. Qualche giorno fa infatti è stato nominato come nuovo direttore creativo di Oscar de la RentaPeter Copping.

    Sostituito da Guillaume Henry alla direzione di Nina Ricci, già dalle sfilate della New York Fashion Week il nome di Peter Copping era stato abbinato a quello di de la Renta. Così, dopo tanti rumors, dall’headquarter della casa di moda arriva ora la notizia di conferma.

    Niente Jonh Galliano quindi. Il debutto Peter Copping sulla passerella di Oscar de la Renta avverrà in concomitanza con le sfilate di New York in programma a febbraio 2015 e dedicate alle collezioni autunno inverno 2015-2016.

    Cresciuto tra le fila di Louis Vuitton come suo braccio destro di Marc Jacobs e negli uffici stile di Sonia Rykiel e Christian Lacroix, a Copping spetta oggi un arduo compito. Il designer britannico si occuperà di tutte le categorie di prodotto targate Oscar de la Renta.

    Peter Copping entrerà ufficialmente alla direzione creativa di Oscar de la Renta a partire dal prossimo 3 novembre.

    “Sono molto lieto che Peter abbia accettato di unirsi a noi – aveva dichiarato Oscar de la Renta appena una settimana fa. – Ha un grande talento e, oltre alla nostra comune sensibilità per il design, abbiamo entrambi una forte curiosità per tutto ciò che ci circonda, dalla musica all’arte all’architettura ai giardini. Il nostro settore non ha sempre agito al meglio quando si è trattato di cambiare leadership nel settore design. La mia speranza è che, determinando la selezione del candidato e partecipando attivamente al cambiamento, garantirò alla nostra azienda e al nostro marchio le giuste scelte di design per il futuro”.

    Il tempo purtroppo non c’è stato. Toccherà a Alex BolenCEO di Oscar de la Renta, LLC, supervisionare sul passaggio generazionale “Abbiamo a lungo cercato di capire qual era il modo migliore di aggiungere una voce creativa nuova e importante alla nostra azienda, e abbiamo seguito da vicino il lavoro di Peter nel corso degli ultimi anni. Peter porterà una visione nuova nel nostro marchio, continuando l’evoluzione del nostro business”.

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    Alberto Guardiani: Shark’s boot on the rocks

    Oct 22 • Design, Fashion, Gossip, Lifestyle • 0 Views

    L’energico ed innovativo modello SHARK’S BOOT cambia carattere per la stagione autunno/inverno 2014-15.Il classico fondo alto extralight a “dente di squalo” si abbina a un look total black per tutte le sue versioni in vitello abrasivato lucido, vitello gommato o vitello stampa coccodrillo; la parte superiore che avvolge la caviglia invece è costituita da una nuovissima ghetta in neoprene che dona ancora di più un aspetto futuristico alla scarpa e le stringhe sono inserite in passanti costituiti da ganci metallici neri gommati, adottati dagli scarponcini da scalata.

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    Adatta per le prime “escursioni” in città o sulla neve in alta quota è una sicura garanzia di stile per non passare mai inosservati.

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    Eisenberg: la forza della formula ‘Tri-Molecolare’ nella cosmetica

    Oct 22 • Beauty, Design, Fashion, Gossip, Lifestyle • 0 Views

    José Eisenberg, fondatore del marchio di cosmetica francese che porta il suo nome, ha raccontato a FashionMag com’è nato un brand diffuso oggi a livello internazionale per la qualità di prodotti basati sull’innovativa formula Tri-Molecolare, e ci ha svelato i suoi progetti futuri.


    Schema della formula scientifica ‘Tri-Molecolare’

    “Ho cominciato nel 1967 operando nella moda, a Firenze, ma già nel 1972 mi sono avvicinato alla tecnologia, a seguito dei miei studi in America, al Massachussets Institute of Technology. Dopo aver lavorato per molte maison del fashion, uomo, donna e bambino, nel 1985 ho deciso di rimanere nell’industria della bellezza, ma cambiando completamente direzione. Mi sono allora spinto a fare ricerca in Svizzera, per creare un marchio di cosmetica innovativo e, dopo 13 anni, con un’equipe di ricercatori dell’ambito della biotecnologia cellulare, abbiamo scoperto una combinazione di 3 molecole (tra le 30.000 esistenti) che ridava alla pelle la memoria cellulare del tempo adolescenziale”, spiega a FashionMag il 69enne José Eisenberg, fondatore del gruppo cosmetico francese che porta il suo nome.

    “Abbiamo poi cercato un’università che potesse fare i test medici che volevamo e l’abbiamo trovata a Pavia. L’istituto universitario pavese ha collaborato con noi per 2 anni. Questo ci ha portato a 15 anni totali di ricerca, a conferma del fatto che dietro ad ogni prodotto c’è una sperimentazione grandissima. Nel 2000 abbiamo finalmente potuto realizzare il primo prodotto, messo poi in vendita nel 2001. Moda, bellezza, gusto, armonia e tecnologia sono dunque elementi alla base di tutti i nostri prodotti, dietro i quali c’è una ricerca grandissima”, continua Eisenberg.

    Elaborata, dunque, dopo anni di ricerche al vertice della bio-cosmetica, la formula Tri-Molecolare, che rigenera, ossigena ed energizza l’epidermide, è diretta sull’azione combinata delle molecole attinte dalla natura. Si tratta di 3 molecole che lavorano in perfetta sinergia: gli Enzimi, dall’azione rigenerante, sono molecole biotecnologiche ad effetto cheratolitico che favoriscono la perfetta assimilazione dei principi attivi e garantiscono una migliore qualità del mantello cutaneo. Le Citochine, dall’effetto energizzante, estratte dal latte, sono molecole chiave dell’autocontrollo cellulare che agiscono sui recettori di altre cellule per indurre numerose reazioni vitali tra cui il rinnovamento cellulare. Infine le Biostimoline, dall’azione ossigenante, estratte dai germogli di faggio, favoriscono l’ossigenazione delle cellule, risorsa di energia vitale così come la sintesi del collagene e dell’elastina che garantiscono la tonicità e l’elasticità.


    José Eisenberg

    Tutti devono potersi permettere i nostri prodotti, il resto è marketing”, afferma José Eisenberg. “Nel 1985 non esisteva la moda dell’organico e del bio, ma noi andammo a cercare l’innovazione direttamente in natura, piuttosto che nella chimica. Aggiungiamo altri ingredienti intorno alla formula scientifica ‘Tri-Molecolare’, a base naturale, scoperta e brevettata in tutti i Paesi del mondo”.

    A dimostrare l’attenzione dell’imprenditore francese per l’estetica è anche il fatto che, per realizzare il packaging della collezione di fragranze “L’Art du Parfum”, sia stato chiamato l’artista brasiliano Juarez Machado, famoso per le sue pitture in stile Art Déco. Da notare che, in Medio Oriente, Eisenberg ha fatto dei packaging diversi per i profumi, ma la texture e le linee cosmetiche sono identiche.


    La pagina della fragranza maschile “Eau Fraîche” di Eisenberg

    Ma Eisenberg è attento anche all’etica: “Abbiamo iniziato a produrre con un laboratorio in Svizzera, ma ora ne abbiamo 5, tutti sulla Costa Azzurra (fra i quali un laboratorio olfattivo a Grasse), nei quali produciamo avvalendoci dell’aiuto di ragazzi diversamente abili. Volevamo fare un’opera di bene, inizialmente, ma ora ci siamo resi conto che questi ragazzi sono indispensabili, perché mettono tutta la loro energia e il loro cuore in questo progetto e sono bravissimi”.

    Il marchio è distribuito in Europa (anche in Russia e Ucraina), Asia (soprattutto in Cina e Corea del Sud) e Canada, ma si sta espandendo in particolare in Medio Oriente, principale obiettivo del prossimo futuro. “Il Paese principale per noi è la Russia, dove siamo il 1° marchio sul mercato della profumeria a livello cosmetico, il 3° nelle fragranze”, puntualizza il fondatore. “La Russia rappresenta il 30% del nostro fatturato, seguita da Germania e Cina, e il nostro distributore russo ha 900 negozi. In Italia siamo distribuiti esclusivamente da Sephora, dove siamo il primo marchio, dietro Dior. Stiamo poi pianificando l’obiettivo di inaugurare nostri flagship store nelle principali capitali mondiali, la cui apertura è prevista a medio termine. Il 15% del nostro fatturato è generato dai prodotti per l’uomo”.


    Il brand ha cominciato di recente a produrre del maquillage

    Nella profumeria selettiva, Eisenberg va a privilegiare la distribuzione nel retailer più prestigioso di ciascun Paese. Per esempio, oltre a Sephora, Douglas, L’Etoile, Perfumes & Companhia, e nei più esclusivi department store, come Takashimaya a Singapore e Lotte a Seoul. Dopo aver lanciato i fondotinta, che si sono aggiunti alle creme e ai profumi, l’azienda ha anche presentato una linea completa di prodotti struccanti.

    “Stiamo lavorando sul progetto a breve termine per essere il marchio di cosmesi della spa urbana di Harrod’s, a Londra: uno spazio di 2.500 metri quadrati dove avremo un nostro corner”, informa José Eisenberg. “Oggi possiamo contare anche su shop-in-shop in Cina, Medio Oriente e Corea, format scelto perché su questi mercati la maggioranza delle vendite viene fatta nei grandi magazzini e non nelle catene di profumerie”, conclude l’imprenditore.


    www.eisenberg.com

    L’universo di Eisenberg spazia dai prodotti di trattamento per il viso e il corpo, passando per gli struccanti, il fondotinta, i solari, fino ad includere le fragranze, con una ricerca in continua evoluzione per rispondere in modo preciso e mirato a tutte le esigenze di pelle dei consumatori.

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    Levi’s si focalizza sui suoi articoli di punta

    Oct 22 • Design, Fashion, Gossip, Lifestyle • 0 Views

    Nell’attuale collezione autunno-inverno, il gigante americano del jeans metteva in risalto soprattutto il suo modello “511”.

    Per la prossima primavera, il marchio di San Francisco rimetterà invece sotto i riflettori il fondamentale “501”. Di passaggio a Parigi, Jonathan Cheung, vicepresidente e boss del design di Levi’s, indica quali saranno le sue fonti di ispirazione per il prossimo inizio d’anno.

    “Per costruire le collezioni, siamo attenti a tutto ciò che ci circonda”, spiega l’ex designer della linea Made&Crafted. “L’ambiente e l’atmosfera di Los Angeles, il suo clima e i suoi abitanti sono nostre fonti d’ispirazione. Per esempio, con il “501” e le camicie, grazie ai vari delavaggi che realizziamo, l’idea era di ricreare il cielo di San Francisco, dalla mattina nebbiosa al mezzogiorno soleggiato”.

    Il “501” viene infatti largamente reinterpretato per la prossima primavera. Viene per esempio adattato in versione shorts per l’uomo e in minishorts e gonne per la donna. “Guardiamo a quanto è stato fatto nella storia, ma soprattutto osserviamo la gente. Molte persone, e facevo parte di loro quando studiavo, rivedono il taglio del loro “501”, modificandolo con una gamba più stretta. Con il “501 CT” (che sta per Custom Taper), abbiamo aggiunto questo tocco”.

    La prossima stagione offre una certa percentuale di maglieria, dei pantaloni chino e molti accessori, ma appare sostanzialmente costruita attorno ai capi iconici del brand, fra i quali il “501”, ma anche le “Trucker Jacket” e le camicie “Western”.

    “L’offerta si è ridotta di quasi il 50% da tre anni a questa parte”, spiega lo stilista. “Ma non abbiamo soppresso lo stile. Infatti, siamo passati da strutture regionali, in cui l’Asia, l’Europa e gli USA avevano la propria collezione, a una direzione globale. Questo ci ha permesso di scegliere il prodotto migliore di ogni regione e di riunire insieme tutti i punti forti per realizzare il miglior prodotto”.

    Altra novità per la primavera prossima: l’arrivo di un’offerta femminile all’interno della linea per la bicicletta in città “Commuter”, lanciata in versione maschile tre anni fa. Anche la donna avrà dunque diritto al suo jeans iper-elastico, con cuciture rinforzate e dettagli specifici come le strisce riflettenti. “Abbiamo fatto progressi dal lancio di “Commuter”, i nostri modelli sono stati semplificati. Per esempio per l’uomo, abbiamo eliminato una patch di rinforzo situata sul cavallo, perché abbiamo migliorato il jeans. Per la donna, cominciamo per ora con pochi capi (un parka, una giacca…), ma potremo incrementare tanto la linea in seguito.


    La collaborazione fra Levi’s e i San Francisco 49ers. Foto: Levi’s

    Questo approccio sportivo, Levi’s l’ha sviluppato nello skateboard e il brand ha appena terminato di testare il suo potenziale in un altro sport: il football americano. Il marchio statunitense è infatti l’anfitrione del team dei San Francisco 49ers con il “Levi’s Stadium”. Intanto, ha realizzato una collezione di “Trucker Jackets” destinata ai fan della franchigia. “I primi risultati sono eccellenti”, sottolinea Jonathan Cheung. “Questa può essere un’opportunità. Si potrebbe persino immaginare una collezione per il Paris Saint-Germain di calcio… Bisognerebbe parlarne al presidente del club”.

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    Nuova collezione Tiffany T: gioielli preziosi per Natale 2014

    Oct 22 • Design, Fashion, Gioielli, Gossip, Lifestyle • 0 Views

    Tiffany T è la nuova collezione della maison statunitense, i cui gioielli non hanno bisogno di presentazioni. La gamma di fresco conio si compone di anelli, bracciali, orecchini e collane, dove il pregio degli ingredienti si miscela alla ricerca estetica.

    Scorrendo i pezzi che la compongono emerge chiaramente la grafica pulita e moderna, dove le note dell’innovazione trovano piena accoglienza.

     

    Il più forte riferimento grafico è alla lettera T, decostruita e reinventata dalla direttrice del design Francesca Amfitheatrof, alla sua prima collezione per il glorioso marchio d’oltreoceano.

    Ecco le sue parole: “La lettera T è scultorea e audace. Si lega strettamente all’architettura di New York City”. Un doveroso omaggio alla città che ospita la sede di un brand la cui fama non conosce confini. Impossibile fare l’elenco delle dive che hanno scelto i prodotti di questa etichetta nobile, molto in voga anche nel cinema.

    Le opere della nuova linea interpretano il motivo grafico con spirito ingegneristico, in una trama dove si esprime la grande potenza della semplicità. Ricco l’assortimento di ingredienti: argento e oro (bianco, giallo e rosa), con o senza diamanti, per risultati preziosi e sfavillanti, pronti a fare la gioia della clientela. I prezzi spaziano da 350 a 20.000 dollari.

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    Silent Revolution by Accademia del Lusso a Roma a Spazio Novecento tra glamour e nuove frontiere fashion

    Oct 22 • Design, Fashion, Gossip, Lifestyle • 0 Views

    Silent Revolution, sfilata evento organizzata dall’Accademia del Lusso di Roma giovedì 23 ottobre 2014 ore 21. presso Spazio Novecento. con il patrocinio di Alta Roma.
    Un mood significativo con gli abiti più belli degli studenti delle sedi di Roma, Milano, Napoli, Bari, Treviso Madrid e Belgrado per rappresentare la trasformazione EPOCALE che stiamo vivendo e con l’intento di cogliere le opportunità del momento cruciale che attraversiamo.
    Silent Revolution. La loro rivoluzione consapevole. Il loro invito -attraverso la moda – a trovare nuove strategie ed a seguire nuovi approcci per arrivare a soluzioni sostenibili e ad un benessere più armonico e sostenibile. Tenendo conto soprattutto delle risorse e delle capacità di ognuno.
    Pensare dunque in modo innovativo e strategico (e la moda è la loro alleata), per esplorare la realtà contemporanea nelle varie sfaccettature e nei suoi rapidi mutamenti.
    Ecco allora volumi inediti, abiti corazza, tuniche a maglia metallica, frange a intreccio di anelli di ferro, ma anche soffici e confortevoli capi protettivi. Art Director Antonio Martino.
    La proposta di un cambiamento anche interiore, con una adeguata riflessione sulle caratteristiche che invitano a spostarci su quell’universo energetico costituito dalle nuove generazioni.

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  • brerart

    Brerart 2014 Dal 22 al 25 ottobre

    Oct 22 • Arte, Gossip, Lifestyle • 0 Views

    Dal 22 al 25 ottobre 2014 è in scena la seconda edizione di Brerart, la Settimana dell’Arte Contemporanea a Brera, ovvero una mostra d’arte contemporanea diffusa, dove gli stand sono le gallerie d’arte, glishowroom, le fondazioni e i palazzi storici, situati a due passi dal Duomo.

    Brerart 2014 non si limita alle gallerie e location, ma presenta anche  nuovi progetti sotto il nome di “The CURA Contemporary Urban Art Scene”: anche nel capoluogo lombardo arriva l’arte ipercontemporanea, con una mostra diffusa indoor e un intervento di muralismo e public art, con artisti che allestiranno una serie di rigenerazioni urbane e il recupero dei muri dei giardini di via Tommaso da Cazzaniga, le ex serre ora sede del WWF, i giardini di Viale Montello e live performance nel CAM Garibaldi Falcone Borsellino a cura di Spazio San Giorgio Arte Contemporanea con gli artisti “Art of Sool”, tra gli altri luoghi interessati.

    Il rapporto tra arte e cibo, in attesa di Expo 2015, è invece il tema tracciante che svilupperanno iCibartisti, progetto di Tao b con Artshake,monaci sotto le stelle, alfieri di una nuova weltanschauung.

    Vediamo quali sono gli highlights della manifestazione:

    Breakout
    Dal 20 al 25 ottobre presso CAM Garibaldi “Falcone-Borsellino”, Corso Garibaldi 27 ang. Via Giorgio Strehler 2
    A cura di Giorgia Sarti
    Organizzazione: Spazio San Giorgio arte contemporanea
    Live Painting degli artisti Art of Sool.
    Con il progetto Breakout, si uniscono la dimensione dell’illustrazione a quella della Street Art per sottolineare l’importanza del raccontare attraverso l’immagine che abita la strada, lo spazio urbano, la prima casa di tutti quanti noi.

    Il Cirmolo Antiquariato
    Via Fiori Chiari, 3
    Organizzazione: Spazio San Giorgio arte contemporanea e Artshake
    Esposizione degli artisti PAO e Mr.Wany
    Dal 22 al 31 ottobre 2014
    Inaugurazione martedì  21 ottobre h.18.00 -22.00

    PAO

    Febal Casa
    Via Fatebenefratelli, 18
    Organizzazione: Spazio San Giorgio Arte contemporanea e Artshake
    Esposizione dell’artista Willow
    Dal 20 di ottobre al 29 novembre 2014
    Evento con l’artista venerdì 24 ottobre h.18.30-22.00

    Herman Miller
    C.so Garibaldi, 70
    Organizzazione: Spazio San Giorgio arte contemporanea e Artshake
    Esposizione degli artisti Raffaella Rosa Lorenzo, Lorenzo Guaia, Giovanni Manzoni Piazzalunga
    Dal 20 ottobre al 31 ottobre 2014
    Evento con gli artisti giovedì 23 ottobre h. 18.00 -21.00
    Degustazione di birre gentilmente offerto del Birrificio Milano.

    Opera di Lorenzo Guaia

    Innovazione e arte di gusti e sapori: lo show dei Cibartisti
    lunedi 20 ottobre dalle 9:30 Evento di anteprima CIBARTISTI a BRERART (presentazione alla stampa): Ma Maison in C.so Italia 49 (solo su invito).
    21, 23, 24 Ottobre (da martedì a venerdì) dalle 19.00 Show cooking nelle show room di cucine (vedi location sul sito www.brerart.com)
    25 ottobre 2014 dalle 11.30 e per tutta la giornata presso Dream Factory, Corso Garibaldi 117 Evento di chiusura CIBARTISTI a BRERART
    Organizzazione: Tao b e Artshake
    Main Sponsor: Gaggenau
    Artisti: Paolo Cassarà, Oliviero Dall’asta, Gattonero, CesareGozzetti, Giovanni Manzoni, Natalia Elena Massi, Rossella Ramanzini, Fabrizio Tedeschi

    The Colors of the World
    Presso IL PICCOLO C.so Garibaldi 1, angolo Chiesa San Sempliciano
    Organizzazione: Artshake
    Esposizone dell’artista Gattonero
    Dal 22 ottobre al 22 novembre 2014
    Performance live dal 20 al 25 ottobre 2014

    Per l’intero programma www.brerart.com.

     

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    I GIOIELLI DI VITO GURRADO

    Oct 22 • Design, Fashion, Gioielli, Gossip, Lifestyle • 0 Views

    Il grande Maestro Vito Gurrado nasce a Bari, nel 1979. Scultore, pittore, designer ed orafo, è un artista poliedrico, che non ama essere collocato in correnti artistiche perché non desidera essere “etichettato”.

    Le sue opere fanno parte di importanti collezioni reali e private, nonchè di musei sia in Italia che all’estero, in paesi come Svizzera, Francia, Inghilterra, Oman, Grecia.

    Le creazioni artistiche si Vito Gurrado sono materia di studio e ricerca da parte di  ricercatori e addetti al settore tra cui importanti critici come Walter Albonetti, Gerard Argelier, Giovanni Amodio, Mariarosaria Belgiovine, Romano Buratti.

    La figura del Maestro Vito Gurrado è materi aanche di importanti manuali come il Dizionario Enciclopedico Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e Catalogo delle Quotazioni.

    Molto significativo, per un artista del suo calibro, è il Suo contributo nei confronti di cause umanitarie. Spesso infatti, il Maestro Gurrado mette a disposizione la sua arte quale concreto strumento per sostenere la Ricerca di rare patologie o cause sociali.

    Dal 1993, anno in cui l’artista inizia ad esporre le sue opere, Gurrado vive un confronto con le suggestioni stilistiche delle avanguardie storiche novecentesche e degli Espressionisti, dedicandosi in particolare alla stilizzazione, ad una proposta di ampia apertura ai temi di passione-dolore del Terrestre, all’Universale,  allo Spazio-Tempo, a visione, quindi, cosmica e cosmogonica.

    Le sue proposte artistiche sono individuate da uno stile molto personale, decisamente innovativo che si dispiega in creazioni originali, di nuova intensa concezione spirituale e concettuale. L’articolato dinamismo della sua vasta produzione che interessa scultura, pittura, installazioni, art design e gioielli inaugura così un nuovo Espressionismo simbolico, contenutistico e stilistico, che mai perde di vista il traguardo della bellezza.

    Il maestro scolpisce la luce, dipingendo la forma, scolpendo il legno, assemblando gli oggetti più diversi, per ottenere opere d’arte di eccezionale bellezza e di immenso valore. Queste non sono legate a problemi formali o stilistici, ma individuali e sociali, affondando le radici nell’immaginario collettivo della scultura e della pittura.

    Vito Gurrado, estrae l’idea da diverse fonti ispirative, casuali o ripetitive, a volte immaginarie, altre legate alla storia. Nella sua “avventura” l’artista lavora simultaneamente da scultore e da pittore, usando molto il suo istinto, talvolta razionale, concentrando la sua attenzione sulle dicotomie della realtà e della immaginazione. Questo avviene soprattutto nella sua recentissima produzione di “microsculture” ossia “gioielli d’autore” eseguiti con l’utilizzo di materiale il più diverso come oro, argento, pietre preziose.

    Egli ha molta abilità tecnica, tipica dei Maestri d’arte, quando mette l’idea nella figura, traspone il concetto nell’immagine servendosi di utensili di uso comune, di materiali di origine povera e di uso quotidiano, accessibili a tutti.

    L’incontro di differenti discipline visive crea alchemiche contaminazioni dove la creatività si eleva sulla matericità con effetti cromatici che recuperano la pittura e accolgono la forma e la plasticità della scultura,

    In questo complesso stato opera l’artista barese Vito Gurrado, con le sue pittosculture che prediligendo il bassorilievo, conseguono gli stili della fascinazione cromatica e di quella tattile della forma, ricreando valori visivi a cui non sfuggono le suggestioni letterarie e musicali, come premessa. Nel regno della forma, l’artista tende all’emozione pura. Il mistero, la vita, i motivi di una caparbia ricerca visiva, interiorizzano temi impalpabili, non restringendosi nella pulsione astratta, ma rivendicano uno sguardo più interiorizzato, dove la vaghezza delle forme, suggeriscono e moltiplicano ulteriori smarrimenti e stupori visivi e trasfigurativi.

    Con potenza cerca di liberare la materia e imprimere in essa un pensiero, una forma astrale. Nelle sue pittosculture si vedono le orme della ricerca della luce, che rispecchiano l’uomo: debolezze e coraggio, virtù e immaginazione.

    A seguito di approfondimenti in materia orafa, ha creato i “gioielli d’arte”, mostrati in eloquenti mostre e sfilate d’alta moda, accanto alle pittosculture. 

    Queste le parole con cui Gurrado definisce la sua arte:

    “Il mio intento è quello di arrivare al pubblico ma non in maniera immediata. Le mie opere vanno osservate, interpretate, quasi criptate. Sono molto ermetico, mai scontato e la mia arte suggestiva va scrutata attentamente per essere capita”.

    L’idea di Vito Gurrado è quella di racchiudere l’immensità del “Cosmo” nella concezione umanistica della “Sofferenza”, e in questo si affaccia ad una nuova arte, andando oltre i confini dei modi d’arte conosciuti sperimentando una nuova arte.

    Gurrado, si pone come il precursore di una nuova linea, plasma i suoi materiali, con grande umiltà. In modo specifico, “l’Agguato” (opera dedicata a Joe Petrosino) affronta concetti cristiani, adottando come base del suo disegno “la croce”.

    www.vitogurrado.com

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    Sarah Jessica Parker e Raoul Bova a Roma sul set Iniziate le riprese di All Roads Lead to Rome

    Oct 22 • Fashion, Gossip, Lifestyle, Spettacoli • 0 Views

    Quando Carrie Bradshaw lascia la frenesia di New York e incontra la magia della Città Eterna.

    Lunedì scorso a Roma sono iniziate le riprese di All Roads Lead to Rome (Tutte le strade portano a Roma) della regista svedese Ella Lemhagen, che ha riunito un cast d’eccezione.

    Protagonisti della pellicola Sarah Jessica Parker e Raoul Bova, che sono stati paparazzati sorridenti e complici sul set capitolino.

    Nella commedia sentimentale, anche Rosie Day, Paz Vega e Claudia Cardinale.

    La star di Sex and the City sarà Maggie, una mamma single di New York che intraprende un viaggio in Italia insieme alla figlia Summer, una diciasettenne dal carattere ribelle (Day). Quando il loro rapporto sembra non avere alcuna possibilità di recupero improvvisamente accadrà qualcosa che trasformerà per sempre la vita di entrambe. Dal passato di Maggie riappare Luca (Raoul Bova), un affascinante scultore legato alle proprie radici e sua madre Carmen (Cardinale), una bellissima e stravagante nonna ex hippie e cantante.

    Sarah Jessica Parker e Raoul Bova paparazzati sul set

    Le riprese dureranno per sei settimane, fra Roma e provincia.

    “Sono felice ed entusiasta di avere nel cast un’attrice brillante come Sarah Jessica Parker ed un’icona del cinema italiano e mondiale come Claudia Cardinale che in questo film darà vita ad un personaggio incredibile”, ha dichiarato Silvio Muraglia, presidente della Paradox di Los Angeles, casa produttrice della pellicola insieme a Ambi Pictures.

    Dopo Julia Roberts e Luca Argentero in Mangia Prega Ama, e Sharon Stone e Riccardo Scamarcioin Un ragazzo d’oro, si sta per formare un’altra coppia cinematografica italo-americana tutta da scoprire!

    Sarah Jessica Parker e Raoul Bova All Roads Lead to Rome

     

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