Un tempo i vestiti erano tutti su misura: stavano bene ma costavano tanto e richiedevano tempo, oltre alla scocciatura di andare dalla sarta a farsi prendere le misure. Poi sono arrivati i vestiti in serie, economici, subito disponibili e tutti uguali, al massimo accorciati o stretti in vita con pochi ritocchi. È il tipo di abbigliamento a cui siamo abituati, che ha portato al successo delle grandi catene di abbigliamento e agli acquisti compulsivi online. Ora l’imprenditore giapponese Yusaku Maezawa – il fondatore di Zozotown, la più grande piattaforma online giapponese di abbigliamento – sta provando a fondere le due cose, permettendo di acquistare online vestiti realizzati a distanza, su misura. Lo strumento per farlo è la Zozosuit, una tuta disponibile da gennaio 2018 che calcola, attraverso un’apposita applicazione, le dimensioni esatte di chi la indossa. Zozotown la manda gratis a chiunque la chieda, anche in Italia.

La Zozosuit è stata realizzata insieme alla startup neozelandese StretchSense, dopo sette anni di tentativi e versioni più tecnologiche ma più costose. Il giornalista Kenji Hall l’ha provata e ha raccontato come funziona sull’ultimo numero di Monocle. Per prima cosa bisogna indossare la tuta, che aderisce dal collo alle caviglie ed è fatta di un tessuto nero e ricoperta da 300 marcatori bianchi. A quel punto si scarica la app di Zozo sullo smartphone, ci si posiziona a una distanza di circa due metri e si ruota lentamente su sé stessi in senso orario, mentre il telefono scatta 12 fotografie. Sullo schermo compare una ricostruzione in 3D del corpo del cliente con 18 misurazioni, che permettono di realizzare un perfetto abito su misura. I modelli tra cui scegliere sono quelli di Zozo, la minimale marca di vestiti fondata sempre da Maezawa, dove «non esistono taglie ma forme». Vista la sua precisione, c’è anche chi la usa per capire i progressi fatti durante una dieta.

Hall ha raccontato di aver ordinato un paio di jeans, una maglietta e una camicia, e speso in tutto 79 euro (da allora i prezzi sono aumentati: una maglietta costa 22 euro e un paio di jeans 59). In 20 minuti, il tempo trascorso dall’apertura della scatola con la tuta al completamente dell’ordine, Hall ha concluso «l’acquisto meno stressante della mia vita». I costi sono contenuti perché, ha spiegato Maezawa, «non abbiamo negozi, commessi e cassieri, e lavoriamo solo sugli ordini. Non abbiamo bisogno di un inventario né ci dobbiamo preoccupare degli articoli invenduti. Tutto questo abbassa i costi». Non ci sono neanche sprechi di materiale, perché niente viene ritagliato o aggiustato ma tutto è prodotto impiegando la quantità di tessuto necessaria. Per finire, non ci sono svendite né sconti: il prezzo è sempre lo stesso e i prodotti non perdono valore nel giro di pochi mesi.

Zozosuit è stata lanciata sul mercato giapponese a gennaio 2018 e in sei mesi ha portato a più di un milione di ordini su Zozo. Da luglio viene spedita in 72 paesi in tutto il mondo. Si può ricevere gratuitamente – alcuni paesi prevedono spese di spedizione, per l’Italia sono 4,95 euro – dopo aver indicato peso, sesso e altezza. Sempre a luglio l’azienda ha lanciato una campagna per regalare 100mila jeans e magliette tagliate su misura. Le fabbriche di Zozo non si trovano in Giappone ma in Cina e nel Sud-est asiatico, dove i vestiti vengono realizzati da zero una volta arrivati gli ordini; ci vogliono circa due settimane per ricevere i prodotti richiesti.

In Giappone Maezawa ha aperto invece un laboratorio che sta studiando come misurare il piede per realizzare scarpe personalizzate, il busto per i reggiseni e la biancheria intima, o ancora come misurare il corpo senza utilizzare la Zozosuit. Tra gli obiettivi c’è anche l’ampliamento dei capi offerti da Zozo, che ora sono 30 per uomini e donne ma arriveranno a breve a 100: in inverno venderà anche maglioni lavorati con macchine per maglieria in 3D, cappotti, giacche e completi per ufficio. Maezawa si aspetta che quest’anno le vendite arrivino a 158 milioni di euro, con il 90 per cento coperto dal Giappone; nel 2019 punta a raggiungere i 620 milioni e nel 2020 un miliardo e mezzo di euro.

Sono progetti decisamente ambiziosi ma Maezawa, nato nel 1975, è abituato al successo. Nel 1998 fondò l’azienda Start Today, che tuttora controlla tutte le sue imprese, e nel 2004 aprì Zozotown, che è diventata la più grande piattaforma online di abbigliamento del Giappone: ogni giorno sono disponibili 3.100 nuovi prodotti di 6.800 marche di vestiti, scarpe e accessori, che versano a Zozotown il 35 per cento del ricavato. In confronto Marui Web Channel, il secondo sito di e-commerce di moda del paese, fa un decimo delle sue vendite. Secondo la rivista Forbes, Maezawa ha un patrimonio personale di 3,1 miliardi di dollari ed è la 18esima persona più ricca del Giappone. È anche un collezionista d’arte contemporanea: ha intenzione di costruire una galleria a Chiba, 50 chilometri a est di Tokyo, per ospitare la sua collezione, che comprende anche un’opera di Pablo Picasso e una di Jean-Michel Basquiat acquistate nel 2016 per 80 milioni di dollari.

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