Andy Warhol, Fashion (Two female torsos), 1983, acrilico e serigrafia su tela, 81,5 x 51 cm. Collezione Eugenio Falcioni, Monaco (MC) © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2018 per A. Warhol

Roma – Dalle minestre in scatola Campbell’s Soup – prelevate dagli scaffali dei supermercati per essere consegnate all’olimpo dell’arte pop – ai ritratti serigrafici e ai celebri self portrait realizzati attraverso le polaroid scattate dagli assidui frequentatori della Silver Factory. Oltre 50 anni di ininterrotta celebrità firmata Andy Warhol corrono lungo le pareti del Complesso del Vittoriano.

In occasione del novantesimo anniversario della nascita del genio della Pop Art, Roma ospita fino al 3 febbraio una mostra a cura Matteo Bellenghi, che, dalle origini artistiche del movimento, all’iconica serie su Elvis, Marilyn e Coca-Cola, ripercorre, attraverso 170 opere, la carriera del maestro divenuto presto il centro catalizzatore della cultura newyorchese.

I ritratti di alcuni assidui frequentatori del celebre studio sulla Quarantasettesima Est, con le sue pareti rivestite in carta stagnola,  e quelli dei grandi personaggi – alcuni dei quali mai incontrati – trasformati da figure storiche in icone pop, come Marilyn, Mao e gli stessi Self portrait – corrono lungo le pareti del Vittoriano a cucire la lunga carriera del genio.
A questi si affiancano le copertine realizzate per gli album, con i loro intramontabili simboli e le immagini passate alla storia, dalla banana “sbucciabile” di The Velvet Underground & Nico del 1967, ai jeans “incernierati” di Sticky Fingers dei Rolling Stones, da Love You Live by Rolling Stones del 1977, a Menlove Ave di John Lennon.

I ritratti degli stilisti Valentino e Giorgio Armani, ma anche dei cantautori Stevie Wonder e Carly Simon, i volti di Liz, Silvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, costituiscono l’omaggio della mostra e dell’intramontabile genio della Pop Art al mondo della moda, della musica, del cinema.