Addio al fotografo leggendario Ara Guler: ‘l’occhio di Istanbul’

Aveva 90 anni. È riuscito, meglio di chiunque altro, a immortalare l’anima della città con immagini in bianco e nero che spaziano da moschee e monumenti noti a rari paesaggi della città imbiancata di neve a scene di vita quotidiana

Addio al leggendario fotografo turco Ara Güler. L’autore degli scatti iconici di Istanbul, che hanno catturato circa tre quarti di secolo di storia della città, è morto mercoledì sera a 90 anni d’età. L’agenzia di stampa di Stato turca Anadolu, che ne dà notizia, riferisce che il decesso è giunto dopo una corsa in ospedale al Florence Nightingale di Istanbul per un arresto cardiaco.

La sua fama internazionale è dovuta alle immagini straordinarie di Istanbul in bianco e nero. Immagini che spaziano da moschee e monumenti noti a rari paesaggi della città imbiancata di neve a scene di vita quotidiana, pescatori in riva al Bosforo, commercianti e operai. Immagini che secondo gli ammiratori sono riuscite a catturare più di ogni altro fotografo l’anima di Istanbul, immortalando le sfaccettature di una città che sta cambiando a un ritmo frenetico. Questa qualità gli è valsa il soprannome di ‘Occhio di Istanbul’, titolo di un documentario del 2015 a lui dedicato. Guler, però, ha sempre sottolineato di essere più di questo: “La gente mi chiama il fotografo di Istanbul. Ma io sono un cittadino del mondo. Un fotografo del mondo”, replicò un giorno.

Nato il 16 agosto del 1928 da genitori armeni, Ara Güler frequentò una scuola armena e cominciò la sua carriera di fotografo al giornale ‘Yeni Istanbul’ nel 1950, poi passò a Hurriyet. La sua prima chance internazionale la ebbe nel 1958, quando il magazine Usa Time-Life aprì un ufficio in Turchia. E successivamente lavorò anche per Paris Match. Dopo l’incontro con celebri fotografi come Marc Riboud e Henri Cartier-Bresson si unì all’agenzia Magnum.

Prima che con la fotografia, Guler cominciò con il cinema, ispirato dagli amici artisti del padre farmacista, secondo la biografia pubblicata sul suo sito ufficiale. Per molti il lavoro di Guler è stato realizzato con lo spirito dello ‘huzun’, parola che in turco significa malinconia, considerata una peculiare caratteristica di Istanbul. Lo scrittore Orhan Pamuk, Nobel per la Letteratura, usò gli scatti del fotografo nel suo libro ‘Istanbul’. Ma il mestiere permise in effetti ad Ara Guler di viaggiare per il mondo, dal continente africano all’Afghanistan, oltre che di attraversare la sua Turchia. Nel corso della lunga carriera fotografò inoltre personalità famose come Salvador Dali, Alfred Hitchcock, Winston Churchill e Picasso. Le sue foto sono state raccolte in numerose opere, che mantengono un posto di rilievo nelle librerie del Paese. Un museo in suo onore è stato aperto a Istanbul lo scorso 18 agosto, per celebrare le sue opere.

Figura chiave di Istanbul, negli ultimi mesi Guler si vedeva ancora nei tavolini esterni del caffè che porta il suo nome nel centro della città, l’Ara Cafe, tappezzato di suoi scatti.

QN