Euan Myles, Night Watch at Salmon Farm. Courtesy British Journal of Photography

Mondo – Un anziano che porta a spasso il suo pappagallo convalescente, un rabbino che vola sull’altalena, un gruppo di giocatrici di basket con il velo islamico, una coppia di giornalisti gay che fa colazione a letto, un biologo marino nigeriano innamorato della natura scozzese, una giovanissima fan del Signore degli Anelli in una eco-community tra le foreste del Galles. Ma anche teenager imbronciate, operai metallurgici, soldati in divisa di ogni origine e colore, signore dal look eccentrico, wrestler e lord irreprensibili.
L’elenco potrebbe essere ancora molto lungo, perché vario e vivace è il ritratto del Regno Unito che viene fuori dalla terza edizione di Portrait of Britain, il concorso di immagini lanciato nel 2016 dal British Journal of Photography, mentre nel paese deflagrava il dibattito sulla Brexit.

A meno di un anno dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, l’indagine continua a seguire l’evoluzione di una popolazione multiforme e diversificata a un livello che non ha eguali nel Vecchio Continente.
Lo testimoniano gli oltre 13 mila ritratti che quest’anno la giuria ha dovuto esaminare per arrivare alla selezione di una shortlist di 200 scatti e infine alla designazione dei vincitori.
Per tutto il mese di settembre le 100 opere vincitrici potranno finalmente essere ammirate in una rassegna di arte pubblica diffusa su tutto il territorio britannico. Schermi e cartelloni digitali posizionati in strade, centri commerciali, aeroporti e stazioni rimanderanno la mappa fotografica della Gran Bretagna contemporanea: immagini di uomini, donne, bambini, ritratti singoli o collettivi catturati in strada, preparati in studio o cercati in luoghi del quotidiano come case, campagne e ambienti di lavoro.

Da giovedì 6 settembre, invece, i 200 ritratti della shortlist saranno disponibili nel primo libro di Portrait of Britain, pubblicato da Hoxton Mini Press.