E’ morto Lindsay Kemp, grande del teatro

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 È morto a Livorno nella notte il coreografo, attore, ballerino, mimo e regista britannico Lindsay Kemp. Aveva compiuto 80 anni a maggio.

Una vita e una carriera da romanzo, quelle di Kemp, che da ragazzo a Londra si formò con mostri sacri come Marcel Marceau. E’ negli anni Settanta e Ottanta che la sua arte raggiunge il massimo fulgore. Il connubio tra danza e teatro, con quella connotazione onirica e quasi acrobatica che sarà un marchio di fabbrica per tutta la sua vita, diventano celebri in tutta Europa e oltre. Da ricordare alcuni passaggi fondamentali della sua vita artistica, come l’incontro con l’opera rock di David Bowie (firmò la messinscena dei concerti di Ziggy Stardust) e Flowers, la sua prima produzione poi riallestita più volte negli anni, tratta da Jean Gênet. E poi Shakespeare, Wilde, il cinema…

Lindsay Kemp ha continuato a fare arte fino alla fine. Pittore per diletto, negli ultimi anni ha insegnato teatro e danza al teatro Goldoni di Livorno, dove viveva. Era nato sull’Isola di Lewis, nel Regno Unito, e cresciuto nel nord dell’Inghilterra.

Lindasay Kemp viveva a Livorno da molti anni. In questa estate stava lavorando a un progetto di teatro sociale che avrebbe dovuto allestire a Como a partire da settembre. Artista poliedrico, oltre alla coreografia rivoluzionò profondamente l’arte del mimo: celebre, in questo campo, la sua iconica interpretazione della maschera Pierrot.

“Vorrei avere un briciolo della sua leggerezza trascinante e visionaria; Era un maestro di vita. E un forte pensiero va anche agli amici livornesi che lo hanno saggiamente accompagnato in questi ultimi anni”. Con queste parole lo ha ricordato il coreografo Virgilio Sieni mentre il consigliere comunale Pd Francesco Gazzetti ha lanciato la proposta di intitolare al grande coreografo una parte degli spazi del teatro Goldoni. “Credo che Livorno dovrebbe davvero ricordare con affetto Lindsay Kemp: magari intitolandogli proprio uno degli spazi del Teatro Goldonì, dove l’artista teneva il suo corso di danza. Credo – prosegue – sarebbe un primo gesto per dimostrare la gratitudine della città nei suoi confronti Kemp, uno dei grandi artisti del ‘900 ed un uomo che ha voluto davvero bene a Livorno: questa è la città dove Kemp ha voluto chiudere la sua esistenza ed anche il luogo nel quale ha realizzato alcune delle sue meravigliose regie”.

”Lindsay Kemp ha contribuito a diffondere la cultura della danza, della pittura e dell’arte a tutto tondo nel cuore e nella mente dei livornesi. Per questo la sua scomparsa rappresenta una perdita incalcolabile per la nostra città”. Così il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, ricorda l’artista inglese morto a Livorno all’età di 80 anni. ”Negli ultimi dieci anni Livorno ha adottato Lindsay Kemp e lui ha adottato Livorno, lavorando incessantemente per trasmettere ai cittadini, in particolare ai più giovani, la passione per la bellezza in tutte le sue forme – dichiara Nogarin – Quando nel 2016 abbiamo deciso insieme al direttore della Fondazione Goldoni, Marco Leone, di moltiplicare gli eventi culturali in città, portando il teatro nelle piazze e nelle periferie di Livorno, ci siamo chiesti chi potesse essere il motore principale di questa piccola rivoluzione. La risposta è arrivata in un attimo: la persona giusta era Lindsay Kemp. Il fatto che un artista internazionale della sua grandezza abbia accettato immediatamente di collaborare con noi è la prova più tangibile di quanto anche lui fosse innamorato di Livorno”. “Quell’anno, l’anno della nuova primavera del Goldoni, il sorriso felice di Kemp ha dominato letteralmente la città per 365 giorni, dal palazzo del nautico sugli scali Novi Lena – racconta il sindaco – Ma ciò che più conta è che il Flauto Magico di cui ha curato la regia ha tenuto migliaia di livornesi incollati alle poltroncine del Goldoni e ha tenuto a battesimo una stagione teatrale straordinaria”.

”Lindsay Kemp è stato un coreografo straordinario, un rivoluzionario maestro di danza, mentore di David Bowie e Kate Bush, un’icona mondiale. A Firenze lo abbiamo ospitato la scorsa Estate Fiorentina e ricordiamo con affetto e riconoscenza le sue performance al museo Novecento, alle Murate e al teatro Puccini”. Lo afferma il sindaco di Firenze, Dario Nardella, appresa la notizia della scomparsa dell’artista. ”La sua – continua Nardella – era pura poesia in movimento che sapeva stupire per la sua unicità e originalità. Ha collaborato con le più grandi star mondiali ma non ha mai rinunciato al lavoro e alla formazione con le giovani generazioni, cui ha sempre cercato di trasmettere con generosità e umanità la sua arte di scena, mai banale, mai scontata, con uno sguardo sempre rivolto alla globalità e alle culture del mondo”.

Lindsay Kemp

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QN