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Dalle estremità opposte del XX secolo, dall’Europa (Vienna), all’America (New York), le vite e le opere di Egon Schiele e Jean-Michel Basquiat sono affascinanti per loro fugacità e la loro intensità. Morirono entrambi all’età di 28 anni, diventando in meno di un decennio, importanti figure nell’arte del loro secolo. Sono legati dal loro destino e dalla loro fortuna, quella di un corpo di lavoro di breve durata, l’impatto e la permanenza che hanno pochi eguali.

 

La loro formidabile produzione può essere spiegata dalla loro passione per la vita che oggi, nel XXI secolo, li ha resi delle vere “icone” per le nuove generazioni. La vitalità dell’arte è l’elemento principale in questi due corpi di lavoro eccezionali. “Arriverò ad un punto in cui si allarmeranno per la grandezza di ognuna delle mie opere “viventi””, ha scritto Schiele. Rompendo con il sistema accademico, ha respinto i modelli precedenti, per lui “l’arte non può essere moderna, l’arte appartiene all’eternità”.

Il lavoro di Jean-Michel Basquiat, apparso per la prima volta sui muri, non può essere compreso indipendentemente dalla rivolta che lo anima, dalla volontà di sconvolgere l’ordine instaurato e la fuga dai canoni e dalle gerarchie. “Heroism and the streets” erano, per Basquiat, i soggetti della sua arte.

Presentati separatamente in due diverse sequenze, queste mostre rispettano il contesto specifico di ciascun corpo di lavoro, due momenti tanto ricchi, quanto differenti.

Risultati immagini per "EGON SCHIELE" e "JEAN-MICHEL BASQUIAT" fotoPer Schiele, Vienna nel 1900, la capitale dell’impero austro-ungarico, un centro importante della vita intellettuale e artistica segnata dalla Secessione, dal Jugendstil e dalla nascita di un effervescente modernità intellettuale e artistica. Per Basquiat, New York nei primi anni ’80, con la vitalità della scena underground, la cultura del centro urbano e le domande relative all’arte e all’identità.

Nella loro unicità, queste due presentazioni sono in linea con uno dei quattro temi della Collezione: la visione soggettiva ed espressionista dell’artista.

Con Egon Schiele, è la prima volta che la Fondation Louis Vuitton dedica una monografia ad un artista “storico”. È anche la prima volta che ospita una mostra di queste dimensioni dedicata a un singolo artista, Jean-Michel Basquiat, forte presenza nella Collezione. La Fondation ribadisce quindi la sua volontà di legare il suo impegno alla creazione di una prospettiva storica.