La Fondazione Prada riporta nella sua sede veneziana (i bellissimi spazi di Ca’ Corner della Regina) gli Anni Sessanta, con una mostra che nel 1969 segnò profondamente la storia dell’arte (e diede vita alla figura del curatore). Però il dubbio c’è: semplice remake o rilettura di una esposizione, ormai decontestualizzata?

Occorre tornare indietro di circa quarant’anni: siamo nel 1969 al Kunsthalle di Berna. In questo museo sta per accadere qualcosa di rivoluzionario nella storia dell’arte: Harald Szeemann è il curatore della mostra Live in your head. When attitudes become form, ma non sarà un’esposizione qualunque. Anzi. Qui, per la prima volta, prende vita l’accezione che diamo oggi alla parola ‘curatore’; la mostra, inoltre, viene concepita come medium linguistico, oltre che visivo.
Per intenderci: chi entrò in quel museo stava assistendo a qualcosa di assolutamente innovativo e mai visto. Opere a parte, la poetica e il fine di quella mostra erano cambiare il modo di vedere l’arte, ma soprattutto portare l’atto curatoriale su un piano superiore del processo espositivo. Il senso di quella mostra è strettamente collegato con la data in cui fu svolta. Oggi, quarant’anni dopo, la Fondazione Prada ripropone quella sensazionale rassegna, con la sfida di dare vita a un progetto difficile e ambizioso.La mostra When attitudes become form: Bern 1969/ Venice 2013 è la fedele riproposizione, in scala 1:1, dell’esposizione svizzera di Szeemann. Non cambia nulla: stessi artisti (non tutti), stessa idea curatoriale, stesso allestimento. Cambia solo il luogo. Tra le opere esposte (siamo in piena post-pop e post-minimalismo) ci sono lavori diAlighiero Boetti, Joseph Beuys, Pier Paolo Calzolari, Marinus Boezem, Walter De Maria, Mario Merz, Bruce Nauman, Pino Pascali e Sol LeWitt. Una selezione non indifferente.

 

Venezia // fino al 3 novembre 2013
When Attitudes Become Form: Bern1969/ Venice 2013
a cura di Germano Celant
FONDAZIONE PRADA
Santa Croce 2215
041 8109161
http://fondazioneprada.org/