L’ambiente della domus in cui è stato rinvenuto l’affresco di Priapo. Courtesy of Parco Archeologico di Pompei

Napoli – I colori sono ancora nitidi e i contorni che delineano il dio della fertilità che la mitologia riconosce come figlio di Afrodite e Dioniso, ancora perfettamente riconoscibili. È una nuova, emozionante sorpresa, quella che affiora dagli scavi della Regio V a Pompei. Questa volta è un Priapo affrescato, posto all’ingresso di una dimora di pregio su via del Vesuvio, con le sue stanze elegantemente decorate, a destare lo stupore degli addetti ai lavori e non solo.

Raffigurato nell’atto di pesare il membro su una bilancia, il dio della mitologia greca e romana – al quale la dea Era, gelosa del rapporto adulterino di Zeus con Afrodite, avrebbe conferito quell’inconfondibile aspetto grottesco passato alla storia – è emerso nel corso dei lavori di riprofilatura dei versanti della Regio V che affacciano sulla via di Vesuvio, nell’ambito del cantiere dei nuovi scavi. Le operazioni in corso rientrano nel più ampio intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo, che delimitano i 22 ettari di area non scavata di Pompei, previsto dal Grande Progetto Pompei e che interesserà circa 3 km di fronti.

Priapo – molto noto a Pompei per la raffigurazione che campeggia all’ingresso della vicina casa dei Vettii – appare, in questa domus, per la seconda volta.
Ma accanto all’affresco del dio della prosperità – rappresentato in mosaici dell’epoca con il suo grande fallo, simbolo apotropaico – la domus che sta venendo alla luce lungo via del Vesuvio ha rivelato anche diversi ambienti dalla decorazione pregiata. Tra questi, una parete con un volto di donna entro un clipeo e una stanza da letto (cubicolo) decorata con una raffinata cornice superiore e con due quadretti (pinakes) nella parte mediana, a rappresentare un paesaggio marino e una natura morta, affiancati da animaletti miniaturistici.
Procedendo verso sud, sempre lungo la via del Vesuvio, si può apprezzare la parte superiore di una fontana-ninfeo, con la facciata rivolta verso l’interno dell’insula, dove probabilmente si apriva un giardino. La superficie finora esposta è rivestita di tessere vitree e conchiglie, a comporre complessi motivi decorativi, mentre un uccello volteggia al di sopra di una delle colonne.

“La tutela a Pompei, condotta correttamente e sistematicamente porta a straordinari rinvenimenti – ha commentato il direttore generale, Massimo Osanna -. Via di Vesuvio, da cui provengono i nuovi affreschi, via delle Nozze d’argento e via dei Balconi, dove in questo momento si concentrano i lavori di messa in sicurezza, sono stati in passato oggetto di crolli ripetuti e perdita di materia archeologica (come il volto di Priapo). Il progetto attuale consiste in un imponente intervento che, grazie a una equipe interdisciplinare di professionisti, risolverà le criticità nel complesso, riprofilando i fronti di scavo per tutta la loro estensione”.