Il Bif&st 2019 nei teatri e nei castelli

Il Bif&st-Bari International Film Festival – posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica – si svolgerà dal 27 aprile al 4 maggio 2019, oltre che nel Teatro Petruzzelli e nel Multicinema Galleria, in alcuni degli altri teatri di Bari, a cominciare dal restaurato Teatro Margherita, e della Città Metropolitana di Bari. Il Bif&st è promosso dalla Regione Pugliapresieduta da Michele Emiliano, con l’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale retto da Loredana Capone, con la collaborazione del Comune di Bari e del sindaco Antonio Decaro. È prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission presieduta da Maurizio Sciarra e diretta da Antonio Parente. Ettore Scola è il presidente onorario del Bif&st, ora presieduto dalla regista Margarethe von Trotta e ideato e diretto da Felice Laudadio.

Il Bif&st – al quale collaborano l’Università degli Studi, il Politecnico di Bari e Aeroporti di Puglia – si avvale della sponsorship di Confindustria Bari e BAT presieduta da Domenico De Bartolomeo; ANCE Bari e BAT presieduta da Beppe Fragasso; Gruppo Menelao di Michele Boccardi; Gruppo Marino/Renauto; Monile/MarioMossa Gioielliere.

Media partner del Bif&st sono RAI, Corriere della Sera/Corriere del Mezzogiorno, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Repubblica, IlikePuglia.

FEDERICO FELLINI PLATINUM AWARD FOR CINEMATIC EXCELLENCE

Il Bif&st 2019 conferirà ogni sera il prestigioso riconoscimento – che riproduce in platino il profilo di Fellinidisegnato da Ettore Scola – ad alcune importanti personalità del cinema e della cultura.

Per festeggiare il decennale del Bif&st verrà montata tutt’intorno al Teatro Petruzzelli, su grandi pannelli, una mostra fotografica sui talents coinvolti nei primi 10 anni (a partire dall’edizione zero del 2009). Verranno invitati a Bari i vincitori delle sezioni competitive ospitate in passato ma anche molte personalità italiane e straniere del cinema e della cultura che nei primi dieci anni (dal 2009 in poi) hanno ricevuto il “Federico Fellini Award” e/o hanno tenuto le Lezioni di Cinema. Stiamo già contattando, augurandoci che possano venire nel maggior numero possibile se liberi da impegni: Antonio Albanese, Gianni Amelio, Jean-Jacques Annaud, Fanny Ardant, Dario Argento, Pupi Avati, Marco Bellocchio, Bernardo Bertolucci, Andrea Camilleri, Claudia Cardinale, Sergio Castellitto, Liliana Cavani, Cristina Comencini, Costa-Gavras, Pierfrancesco Favino, Sabrina Ferilli, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, Stephen Frears, Giancarlo Giannini, Fabrizio Gifuni, Ugo Gregoretti, Andrej Končalovskij, John Madden, Mario Martone, Giuliano Montaldo, Laura Morante, Nanni Moretti, Ornella Muti, Alan Parker, Jacques Perrin, Nicola Piovani, Michele Placido, Michael Radford, Edgar Reitz, Sergio Rubini, Toni Servillo, Paolo Sorrentino, Vittorio Storaro, Volker Schlöndorff, Barbara Sukowa, Max von Sydow, Bertrand Tavernier, Paolo Taviani, Giuseppe Tornatore, Carlo Verdone, Paolo Virzì.

PROGRAMMA DI MASSIMA DEL BIF&ST 2019 – 27 aprile-4 maggio 

Teatro Petruzzelli – ATTIVITÀ INTERNAZIONALI , LEZIONI DI CINEMA, EVENTI

Oltre alle consuete Lezioni di cinema mattutine, il Teatro Petruzzelli ospiterà in concorso dodici film nella sezione pomeridiana Panorama internazionale, valutati da una giuria internazionale presieduta da un regista europeo, e sette film nella sezione serale Anteprime internazionali (non competitiva). Si segnala che due film presentati nel corso del Bif&st 2018 sono stati designati per il Premio Oscar 2019 per il miglior film stranieroWhat will people say di Iram Haq per la Norvegia e La douleur di Emmanuel Finkiel per la Francia.

Grandi eventi speciali del Bif&st 2019 – Proiezione del film muto Napoli che canta (1926) di Roberto Roberti(padre di Sergio Leone) con esecuzione dal vivo della cantante e attrice Lina Sastri – accompagnata da cinque musicisti – di canzoni della grande tradizione musicale napoletana.

Napoli che canta, diretto da Roberto Leone Roberti (come si firma nei titoli di testa), è un bellissimo film muto del 1926 ambientato in una Napoli musicale, bella e vivace. Un’opera misteriosamente scomparsa, probabilmente perché non decantava la forza del regime fascista ma mostrava – oltre a splendide immagini della città e a ritratti della vita dell’epoca e dell’importanza della musica nella cultura napoletana – anche la miseria di chi era costretto a emigrare per cercare altrove una vita migliore. Il film è stato ritrovato, dopo decenni di oblio, da una misteriosa signora, parente del regista, che ne aveva custodito una copia negli Stati Uniti. Restaurato nel 2000 da Paolo Cherchi Usai per la George Eastman House di Rochester, New York – una delle maggiori cineteche americane – il film verrà presentato accompagnato dal vivo dalla straordinaria voce di Lina Sastri che, con i suoi collaboratori, sta curando gli arrangiamenti di una serie di brani della grande tradizione musicale partenopea.

Altro attesissimo evento speciale del Bif&st sarà la presentazione, con copia restaurata dalla Cineteca Nazionale del CSC e in anteprima mondiale, del film Polvere di stelle di Alberto Sordi con Monica Vitti, girato in parte a Bari, in particolare al Petruzzelli (interni ed esterni) nel 1973.

Teatro Margherita – MONOLOGHI TEATRALI, CONFERENZE STAMPA, INCONTRI

Sull’onda dell’esperienza più che positiva vissuta dal pubblico del Bif&st qualche anno fa, quando si esibirono in appassionanti monologhi teatrali alcuni fra i maggiori attori italiani formatisi nei corsi di recitazione di Orazio Costa all’Accadenia nazionale d’arte drammatica “Silvio d’Amico” (Alessio Boni, Fabrizio Gifuni, Roberto Herlitzka, Luigi Lo Cascio, Marcello Prayer) è in preparazione un ciclo di cinque-sei mononoghi teatrali interpretati da altrettante attrici italiane, una per sera dal 26 aprile, nel restaurato Teatro Margherita che ospiterà le conferenze stampa dei film in programma, i “Focus su … “ condotti da Franco Montini e gli incontri coordinati da Jean Gili.

Multicinema Galleria – ITALIAFILMFEST, RETROSPETTIVE, SEZIONI SPECIALI

Le sette sale del Multicinema Galleria ospiteranno tutte le altre proiezioni del festival: dall’ItaliaFilmFest con i migliori film italiani dell’anno alla sezione Opere prime e seconde; dalle retrospettive alle sezioni collaterali di cui alle pagine seguenti.

LA STORIA, LA MEMORIA
Le retrospettive del Bif&St 2019

Festival Ennio Morricone 
con la collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale
a cura di Orsetta Gregoretti e Patrizia Prosperi

Ennio Morricone compie oggi, 10 novembre 2018, 90 anni. Il regalo che il Centro Sperimentale di Cinematografia e la sua Cineteca Nazionale – d’intesa con il Bif&st – donano al grande compositore è un vastissimo tributo composto da 44 film da lui musicati, scelti fra gli oltre 520 titoli della sua immensa filmografia. Se il Maestro Morricone – considerato il più importante autore vivente di musiche per film – potrà essere presente a Bari gli verrà conferito il “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence”. Questo l’elenco dei film in 35mm programmabili in ragione della qualità delle copie custodite presso la Cineteca Nazionale del CSC-Centro Sperimentale di Cinematografia, partner del Bif&st fin dalla sua fondazione nel 2010:

TITOLO REGISTA anno durata
I BASILISCHI Lina Wertmuller 1963, 82′
PER UN PUGNO DI DOLLARI Sergio Leone 1964, 100′
I PUGNI IN TASCA Marco Bellocchio 1965, 107′
LA BATTAGLIA DI ALGERI Gillo Pontecorvo 1966, 121′
UCCELLACCI E UCCELLINI Pier Paolo Pasolini 1966, 88′
UN UOMO A METÀ Vittorio De Seta 1966, 93′
SVEGLIATI E UCCIDI Carlo Lizzani 1966, 126′
GALILEO Liliana Cavani 1968, 110′
PARTNER Bernardo Bertolucci 1968, 105′
GRAZIE ZIA Salvatore Samperi 1968, 94′
QUEIMADA Gillo Pontecorvo 1969, 132′
METELLO Mauro Bolognini 1970, 111′
L’UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO Dario Argento 1970, 96′
INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA
DI OGNI SOSPETTO Elio Petri 1970, 115′
ADDIO, FRATELLO CRUDELE G. Patroni Griffi 1971, 111′
LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO Elio Petri 1971, 111′
IL DECAMERON Pier Paolo Pasolini 1971, 107′
GIÙ LA TESTA Sergio Leone 1971, 160′
L’ISTRUTTORIA È CHIUSA: DIMENTICHI Damiano Damiani 1971, 106′
SACCO E VANZETTI Giuliano Montaldo 1971, 111′
GIORDANO BRUNO Giuliano Montaldo 1973, 123′
LA PROPRIETÀ NON È PIÙ UN FURTO Elio Petri 1973, 125′
ALLONSANFÀN Paolo e Vittorio Taviani 1974, 115′
IL SORRISO DEL GRANDE TENTATORE Damiano Damiani 1974, 115′
SU PER LE ANTICHE SCALE Mauro Bolognini 1975, 105′
LA DONNA DELLA DOMENICA Luigi Comencini 1975, 105′
L’EREDITÀ FERRAMONTI Mauro Bolognini 1976, 118′
NOVECENTO Bernardo Bertolucci 1976, 310′
VIAGGIO CON ANITA Mario Monicelli 1979, 125′
UN SACCO BELLO Carlo Verdone 1980, 99′
BIANCO ROSSO E VERDONE Carlo Verdone 1981, 110′
LA TRAGEDIA DI UN UOMO RIDICOLO Bernardo Bertolucci 1981, 116′
C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA Sergio Leone 1984, 255′
GLI OCCHIALI D’ORO Giuliano Montaldo 1987, 110′
UNA PURA FORMALITÀ Giuseppe Tornatore 1994, 108′
SOSTIENE PEREIRA Roberto Faenza 1995, 105′
PASOLINI – UN DELITTO ITALIANO Marco Tullio Giordana 1995, 100′
VITE STROZZATE Ricky Tognazzi 1996, 108′
I MAGI RANDAGI Sergio Citti 1996, 120′
LA LEGGENDA DEL PIANISTA SULL’OCEANO Giuseppe Tornatore 1998, 165′
MALENA Giuseppe Tornatore 2000, 105’
IO NON HO PAURA Gabriele Salvatores 2003, 110′
LA SCONOSCIUTA Giuseppe Tornatore 2006, 118′
BAARÌA Giuseppe Tornatore 2009, 150′

Alcuni dei registi dei film musicati da Morricone saranno presenti a Bari per gli incontri condotti da Jean Gili per parlare del loro lavoro con il grande compositore.

Nel Teatro Margherita sarà predisposta una mostra dei manifesti dei film musicati da Ennio Morricone provenienti dalla Cineteca Nazionale del CSC e dalla Mediateca Regionale Pugliese.

INTOLERANCE
Una rassegna retrospettiva di 14 film sul tema dell’intolleranza e della violenza
a cura di Giuliana La Volpe

INTOLERANCE di David W. Griffith (1916, 167’)
Il film fu la risposta di Griffith alle accuse di razzismo per Nascita di una nazione (The Birth of a Nation, 1915). Intolerance descrive come in quattro momenti cruciali per la storia dell’umanità l’intolleranza abbia giocato un ruolo fondamentale nella rovina delle società.

…E L’UOMO CREÒ SATANA di Stanley Kramer (1960, 128’)
Quando insegnare ai ragazzi l’esistenza di altre teorie sull’origine dell’uomo (l’evoluzionismo darwiniano), oltre a quella cristiana, era considerato reato di corruzione dei minorenni. Un classico del cinema civile americano, ispirato ad un famoso caso giudiziario svoltosi a Dayton, nel Tennessee, nel 1925.

THE ELEPHANT MAN di David Linch (1980, 124’)
Il film di Lynch è un vero e proprio schiaffo all’ipocrisia: il protagonista John Merrick, nato deforme, viene accettato solamente quando si mette una maschera e si comporta da lord bene istruito. Nonostante cerchi disperatamente di integrarsi, nessuno lo vede per quello che è realmente, un essere umano come gli altri: in uno dei meccanismi più crudeli della società, il diverso può far parte del gruppo solo se è etichettato come tale e quindi tollerabile, perché non fa più interrogare chi lo guarda. Nel climax del film Merrick si ribella a questa spietata, falsa accettazione, urlando: “Io non sono un elefante! Io non sono un animale! Sono un essere umano!”.

 JUNGLE FEVER di Spike Lee (1991, 132’)
L’amore non conosce colore della pelle? Il cinema di Spike Lee ha come scopo primario quello di rovesciare il dualismo che contrappone le vittime di pregiudizio afroamericane ai carnefici bianchi. Flipper ed Angie appartengono a due comunità che mal si digeriscono. Architetto di successo nero, sposato con figli lui, bianca, di origini italiane, lei. L’unione dei loro corpi scatena scintille nei rispettivi mondi, entrambi reciprocamente ostili e diffidenti. Ma la questione si fa più complessa quando il regista punta il dito sulla misoginia, comune a entrambi i gruppi, e sulla perversa visione degli italoamericani per cui l’unione tra uomo di colore e donna bianca è da biasimare, mentre quella tra italoamericano e donna di colore è accettabile. L’autoassolvimento della comunità dai propri peccati è la forma di autodifesa di un mondo in cui il razzismo serpeggia ovunque.

THE VILLAGE di M. Night Shyamalan (2004, 108’)
Il regno del terrore. Uno dei film più metaforici, ma anche maggiormente lucidi nell’individuare le conseguenze dell’11 settembre. La chiusura della comunità genera paranoia. Solo la spinta verso l’oltre può salvarci, rompendo gli argini e scavalcando le recinzioni.

PRIVATE di Saverio Costanzo (2004, 90’)
La convivenza è difficile, non solo tra persone di credo e di origine diversa, ma anche tra persone della stessa famiglia, gruppo sociale, etnìa. Una casa al confine come teatro metaforico di un conflitto interiore ed esteriore. Un kammerspiel già maturo e coraggioso, girato da un (all’epoca) esordiente Saverio Costanzo.

PARADISE NOW di Hany Abu-Hassad (2005, 90’)
Nella mente del kamikaze. Il racconto dei motivi che possono spingere qualcuno a morire per una causa (o per un premio divino) è svolto con grande perizia cinematografica. Vinse il Golden Globe per il miglior film straniero e fu candidato all’Oscar, battendo bandiera palestinese, in una nazione, gli USA, che non riconosce la Palestina come Stato. Quando la comunità è qualcosa di diverso, e di più, di un territorio circoscritto da confini fissati politicamente.

GRAN TORINO di Clint Eastwood (2008, 116’)
In tema di integrazione non c’è forse film più bello degli ultimi vent’anni. Il maestro Clint Eastwood si cala nei panni di un burbero reduce dalla guerra in Corea, ancorato nella propria solitudine e nel rancore. Solo l’incontro con un giovane asiatico, predestinato ad una vita d’inferno a causa delle proprie origini, potrà riaccendere in lui la volontà di amare.

MILK di Gus Van Sant (2008, 128’)
Il film diretto da Gus Van Sant narra la vicenda v di Harvey Milk, primo gay dichiarato ad essere eletto ad una carica politica negli Stati Uniti. Milk, famoso per le sue lotte per i diritti dei gay, è interpretato da Sean Penn.

LONDON RIVER di Rachid Bouchareb (2009, 84’)
Un’opera che, senza enfasi e con somma discrezione, entra nel dolore delle persone. E, di fronte al dolore, siamo tutti uguali. E vicini.

E ORA DOVE ANDIAMO? di Nadine Labaki (2011, 110’)
Ci porta nella polveriera mediorientale per parlare con leggerezza e ironia, ma anche intelligenza e coraggio, di conflitti insanabili, il bel film di Nadine Labaki ambientato in un villaggio libanese che vede la convivenza (precaria) tra cristiani e musulmani. In un momento storico in cui il mondo sembra spezzato in due tra occidente e oriente, tra posizioni apparentemente inconciliabiali, tra fanatismo religioso e laicità, un film come quello della Labaki con la sua ironia, con la sua leggerezza, con la sua joie de vivre serve davvero a ricordarci l’assurdità di conflitti pronti ad esplodere in qualsiasi momento ma che in realtà si basano su aspetti che, nel grande schema delle cose, in fondo non sono altro che sciocchezze. Ed è una bellissima e una felice provocazione quella di affidare proprio alle donne un ruolo fondamentale per la riuscita di una convivenza pacifica e armonica e di far notare come possano essere proprio i media, l’informazione spesso distorta e superficiale, a minare la possibilità e la speranza di tutti noi. Ed il finale splendido ma amarissimo ci ricorda l’unica cosa che conta, ovvero che una volta morti e sepolti siamo tutti uguali.

12 ANNI SCHIAVO di Steve McQueen (2013, 134’)
Il bellissimo film di McQueen racconta di un mondo che non esiste più, ma quel tipo di violenza, quell’annullamento della dignità umana, quella distruzione psicologica del prossimo purtroppo ci circondano ancora oggi. E leggerne le conseguenze negli occhi di una Patsey che chiede il favore di poter morire così da terminare quella vita è tanto doloroso quanto importante.

PHILOMENA di Stephen Frears (2013, 98’)
Una coppia meravigliosa e improbabile, costituita da Steve Coogan e Dame Judi Dench, anima la commovente storia che racconta la purezza dell’amore di fronte alla più crudele delle ingiustizie. A stemperare la rabbia che si prova per i diritti che sono stati negati a Philomena, una signora ormai anziana che si mette alla ricerca di un figlio che era stata costretta a dare in adozione nel periodo in cui era ospite di un convento di suore, c’è la dolcezza e la tenacia della protagonista. Judi Dench è straordinaria nei panni di una madre che neanche per un istante perde la speranza di trovare un figlio ormai adulto, e di abbracciarlo, anche quando scopre che è omosessuale e gravemente malato, anzi in una delle scene più ironiche del film di Frears dice che in fondo lo aveva sempre saputo. Tanti adolescenti gay, ancora oggi, nell’illuminato Occidente, non hanno la fortuna di crescere in un ambiente sereno e vengono cacciati di casa per ritrovarsi, nel migliore dei casi, in una casa d’accoglienza. E poi ci sono persone come Philomena, a cui viene negato il diritto di essere madre. In entrambi i casi si nega l’amore e la possibilità di costruire una società solida, serena e civile.

TIMBUKTU di Abderrahmane Sissako (2014, 97’)
“Una coppia di due trentenni, genitori di due figli, sono morti lapidati. La loro unica colpa era di non essere sposati. Il video del loro assassinio, che è stato pubblicato sul web, è mostruoso. La donna muore colpita dalla prima pietra, mentre l’uomo butta fuori un urlo disperato. Poi silenzio. Aguelok non è Damasco o Teheran. Non è trapelato niente di questa storia“. Chi denuncia la totale indifferenza dei media occidentali è il regista Sissako. Timbuktu fu ostaggio di un regime jihadista dal 2012 al 2013, periodo durante il quale, tra le altre cose, fu assassinata la coppia di cui si parla, colpevole di essere coppia di fatto. Un lucidissimo racconto morale: un monito all’Occidente, poiché i primi ad essere vittime del fondamentalismo sono gli abitanti dei paesi in cui il fondamentalismo nasce o attecchisce.

CINEMA E SCIENZA

 L’ACQUA, LA SETE, LE GUERRE
in collaborazione con CNR-INGV-INAF

LA MEMORIA DELL’ACQUA di Patricio Guzmán, 2016, 82’
Da un parallelepipedo di quarzo, che contiene al suo interno dell’acqua che risale a millenni fa, si prendono le mosse per riflettere sull’elemento liquido che sta alla base della vita nell’universo e che consente di parlare della storia passata e più recente del Cile. Patricio Guzmán ci propone con questo suo documentario una lettura che prende le mosse da uno dei quattro elementi primigeni analizzato nella sua fondamentale rilevanza per la formazione delle culture. Ciò che più gli sta a cuore è rileggere la Storia della sua terra, il Cile, che è il più vasto arcipelago nel mondo con 2.670 km di coste. Per farlo parte da lontano, dalla preistoria addirittura e da una scienza che proprio in Patagonia trova il terreno fertile di esplorazione: l’astrofisica.

FLOW (PER AMORE DELL’ACQUA) di Irena Salina, 2011, 93’
Un meraviglioso, appassionato, poetico film scientifico e militante sull’acqua e sul nostro pianeta, grande corpo filtrante che per milioni di anni ha purificato, usato, riciclato e preservato l’acqua. Poi siamo arrivati noi e negli ultimi cinquant’anni, sporcando e rendendone inutilizzabili ogni giorno miliardi di metri cubi, siamo riusciti ad avvelenare le falde, uccidere i fiumi, inaridire il mare. Manca l’acqua, mancherà sempre di più. In questo film gli scienziati spiegano perché stiamo raggiungendo il punto di non ritorno, i cartelli mondiali dell’acqua chiedono la privatizzazione globale delle risorse idriche, gli attivisti lottano contro le multinazionali, e ci siamo noi con la nostra quotidiana stupidità, noi che paghiamo per avere acqua in bottiglia meno pura e meno sana di quella che esce dai nostri rubinetti. Perché, come dice uno studio voluto dalle Nazioni Unite, “meno della metà di quanto il mondo spende per comprare acqua in bottiglia basterebbe per dare acqua pulita a tutta l’umanità”.

ORO BLU: IL POTERE DELL’ACQUA di Marina Zenovich, 2017, 87′
Diretto dalla vincitrice del premio Emmy, Marina Zenovich, e dal produttore esecutivo vincitore del premio Oscar Alex Gibney, questo documentario di National Geographic sembra un film noir – ma è reale – e svela lo spietato sfruttamento ad opera dei baroni dell’acqua che in California approfittano delle risorse mentre i cittadini sopportano ogni giorno una crisi idrica debilitante.

LA GLACE ET LE CIEL di Luc Jacquet, con Claude Lorius, 2015, 89’
E’ un messaggio d’amore. L’amore di Claude Lorius, glaciologo e ricercatore, per i ghiacciai. Il primo a capire che grazie allo studio dei ghiacci è possibile valutare gli impatti ambientali sul clima e sulla salute del pianeta. Le varie esplorazioni in Antartide e le sue scoperte gli hanno fatto vincere il Blue Planet Prize nel 2008, il premio Nobel delle scienze ambientali. Col documentario di Luc Jacquet, questo amore può diventare contagioso. Perché basterebbe poco per aiutare gli oceani.

LA SOIF DU MONDE di Thierry Piantanida e Baptiste Rouget-Luchaire, 2012, 91’
Qualche esempio tratto dallo straordinario incipit del film: lo sapevate che servono 3 litri d’acqua per farne 1 di acqua minerale? E che per un’insalata ne sono necessari ben 40? E che per una tazza di caffè se ne consumano 140? E i 330 che occorrono per una baguette? Senza contare i 960 per una bottiglia di vino e 1.000 litri d’acqua che partono per produrre un solo chilogrammo di mele. E noi italiani non dovremmo sentirci in colpa sapendo che per un chilo di pasta sono ben 1.900 i litri necessari? Certo, poca roba se paragonati agli 11.000 litri di acqua richiesti per la produzione di un solo paio di jeans…

BLU GOLD: WORLD WATER WARS di Samuel Vartek, 2010, 90’
Blue Gold: World Water Wars è un documentario basato sul libro: “Oro Blu: il diritto di interrompere il furto delle Società idriche mondiali” di Maude Barlow e Tony Clarke che esamina le implicazioni ambientali e politiche di approvvigionamento di acqua in costante diminuzione sul pianeta, e postula che le guerre in futuro saranno combattute per l’acqua. Il film mette in luce anche alcune storie di successo di attivisti per l’acqua in tutto il mondo e fa notare la forte necessità di un’azione comunitaria.

THANK YOU FOR THE RAIN di Julia Dhar, 2017, 87’
Il documentario Thank you for the rain di Julia Dhar narra l’incredibile storia di un contadino kenyota capace di mobilitare le Nazioni Unite sugli effetti del riscaldamento globale.

Ciascuna proiezione sarà seguita da un incontro con scienziati e specialisti del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, a cura di Orsetta Gregoretti e Silvia Mattoni.

CINEMA E MEDICINA
Come già per il Bif&st 2018, anche nella prossima edizione del festival un’intera giornata sarà dedicata alla proiezione di vari film legati al tema della salute e a dibattitti e discussioni intorno al tema coordinati dal prof. Nicola Laforgia.

TORTURA DIRITTI CINEMA
Promosso dalla cattedra di Diritto internazionale della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari è in preparazione un ciclo di 5 film storici che offriranno lo spunto, in sede di discussione successiva alle proiezioni, per affrontare l’attualissima, tragica vicenda delle torture e delle sevizie inflitte da esseri umani (?) ad altri esseri umani.

LABORATORI DI FORMAZIONE
Come ogni anno da 10 anni a questa parte verranno organizzati alcuni laboratori intorno ai mestieri del cinema, con la partecipazione di 30 “allievi” per ciascun laboratorio selezionati in base ai C.V. Queste attività (corsi di informazione e formazione ai mestieri del cinema – della durata di 8 giorni -già attivi fin dalla prima edizione) saranno ospitate nelle sale del festival nonché nel Teatro Van Westerhout e nel Castello Angioino di Mola di Bari messi amichevolmente a disposizione del Bif&st dal sindaco della città Giuseppe Colonna. Questi i laboratori previsti:

 Laboratorio di scenografia (Multicinema Galleria, Sala 7)
a cura dello scenografo Marco Dentici
Al Colonnato della Provincia verrà allestita una mostra di scenografie di Marco Dentici, abituale collaboratore di Marco Bellocchio e di tanti altri importanti registi italiani e stranieri (info su: www.marcodentici.it)

 Laboratorio di costume (Castello Angioino di Mola di Bari)
a cura della costumista Lia Morandini
(info su: wikipedia.org/wiki/Lia_Francesca_Morandini)

• Laboratorio di regia e recitazione (Teatro Van Westerhout di Mola di Bari)
a cura del drammaturgo, regista e attore Amedeo Fago
Al Teatro Van Westerhout, in data da stabilire, verrà inoltre presentato lo spettacolo teatrale “Pouilles. Le ceneri di Taranto”, scritto, interpretato e diretto da Amedeo Fago
(info su: www.imdb.com/name/nm0265136)

• È allo studio il progetto di organizzare un quarto Laboratorio dedicato al cinema interattivo, con la collaborazione della Scuola Nazionale di Cinema del CSC.