Amos Rex, by JKMM. Foto: © Tuomas Uusheimo

Mondo – Sinuoso come le onde del mare, con grandi occhi che bevono luce dal cielo per illuminare l’enorme ventre sotterraneo nel quale si sviluppa lo spazio espositivo. Benvenuti ad Amos Rex, il nuovo polo culturale di Helsinki che ha aperto i battenti il 30 agosto scorso e che si prepara a celebrare, nella prossima primavera e per la prima volta in Scandinavia, René Magritte. Questo avveniristico polo culturale che costruisce un dialogo tra passato, presente e futuro e che accoglie un museo d’arte contemporanea ed un cinema, poggia su un sistema di cupole a oblò e occupa lo spazio della residenza del magnate e collezionista Amos Anderson, divenuta negli anni uno dei maggiori centri d’arte privati della Finlandia. Una residenza, l’Amos Anderson Art Museum (con una collezione che include anche opere di Francesco Bassano, Paul Signac, Louis Valtat, Roger Fry) che ha cambiato completamente pelle, grazie al progetto affidato a JKMM, il noto studio di architetti con sede a Helsinki, distintosi sempre per la sensibilità nei riguardi nel contesti storici, e che quest’anno celebra i venti anni di attività.

L’intervento, costato 50 milioni di euro, interamente finanziato con fondi privati, si sviluppa su una superficie di tredicimila metri quadri, di cui oltre duemila destinati alle mostre. Uno spazio fluido, privo di colonne.
A illustrare questo nuovo centro per le arti visive nel cuore della città, e il progetto di Oodi, la nuova biblioteca centrale di Helsinki, sono stati gli stessi architetti Asmo Jaaksi, socio fondatore di JKMM Architects, e Samuli Woolston di ALA Architects, nel corso di un convegno svoltosi lo scorso 16 ottobre a Roma, a cura dell’architetto Arianna Callocchia, promosso dalla Commissione Cultura della Casa dell’Architettura, dall’ Ordine degli Architetti di Roma e provincia, in collaborazione con l’Ambasciata di Finlandia in Italia, la Città di Helsinki e l’ATL – Association of Finnish Architects’ Offices.

Amos Rex, visibile da ogni parte della città grazie alla sua torre con logo, è un museo sotterraneo che ha inglobato lo storico edificio in vetro di Lasipalatsi del 1936 e il cinema Bio Rex, con il suo foyer incorniciato da una scala elicoidale e la terrazza aperta sul Palazzo del Parlamento, sul Museo Kiasma e sulla Stazione ferroviaria.
Destinato a un pubblico diverso per età e interessi, la nuova creazione firmata JKMM si basa su sperimentazioni audaci e poggia su tre pilastri: l’arte contemporanea sperimentale e innovativa, l’arte del XX secolo e le culture antiche.

Gli spazi espositivi si trovano a sei metri di profondità. All’interno della galleria, affondando lo sguardo nei lucernari circolari e orientati che sbucano al livello stradale, simili a veri e propri cannocchiali, il pubblico è costantemente tenuto in contatto con la realtà cittadina circostante. È la luce naturale a orientarne il cammino, lungo i pavimenti in cubi di pino finlandese annerito.

“Integrare uno dei primi edifici della Finlandia, risalente agli anni Trenta, con il nuovo Amos Rex è stata un’esperienza commovente – ha spiegato Asmo Jaaksi -. Aggiungendo un nuovo livello al vecchio edificio, abbiamo cercato di creare un collegamento armonioso tra presente e passato”.

Dall’8 febbraio al 19 maggio l’Amos Rex ospiterà, per la prima volta in Finlandia, una mostra che ripercorre la vita e le opere del surrealista René Magritte. Il percorso sarà un viaggio in tutte le fasi della carriera dell’artista belga, che metterà in luce il volto poliedrico del maestro. Organizzata in collaborazione con il MASI, Museo d’arte della Svizzera italiana a Lugano, l’esposizione sarà curata dal direttore del Museo della fotografia di Charleroi, Xavier Canonne, e dallo storico dell’arte Julie Waseige.

Nell’attesa, fino al 6 gennaio 2019, il pubblico potrà immergersi negli spazi digitali di TeamLab, un collettivo di creatori giapponesi (tra artisti, programmatori, matematici, architetti, grafici, scrittori) per la prima volta in Scandinavia con la mostra Massless. Il loro scopo è quello di riconfigurare la realtà attraverso iniziative collettive, cercando di esplorare il comportamento umano nell’era dell’informazione, servendosi di algoritmi. Addentrandosi in questa grande installazione, lo spettatore si troverà pertanto a fluttuare tra le particelle d’acqua che si riversano nel mondo esterno, a camminare all’interno del piccolo ecosistema tra creature e animali disegnati da chi è passato prima di lui, a muoversi tra fiori che sbocceranno se starà fermo per poi scomparire al suo passaggio, a schivare corvi che si trasformano in fiori.

Se il nuovo Amos Rex ricorda le onde del mare, il “Book Havern”, l’ultimo piano della nuova biblioteca Oodi, nel cuore di Helsinki, assomiglia a un ampio paesaggio fluttuante tra nuvole ondulate sopra la città. Anche qui la parola d’ordine è fluidità. Questo progetto pensato da ALA Architects e concepito in tre diversi layers – un piano terra, un piano intermedio e un attico – consente ai cittadini di guardare oltre la città sottostante, appropriandosi dell’edificio come fosse un luogo pubblico. La vista spazia a 360 gradi. In questa grande terrazza pubblica chiamata “Citizens Balcony”, gli ospiti, oltre a leggere e studiare, potranno incontrarsi e ammirare la città sotto i loro piedi.