Larraz, i colori della libertà. “L’arte è un viaggio nella fantasia”

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Venezia, 19 ottobre 2018 – “Arte vuol dire libertà assoluta”. E se la libertà si esprime attraverso i colori, quella di Julio Larraz non conosce limiti. Considerato uno dei maggiori artisti latinoamericani, fuggito con la famiglia da Cuba negli States nel 1961, il pittore ha eletto Miami a sua patria adottiva. “Da 47 anni vivo negli Usa e ho visto tante ingiustizie legate al potere, così come a Cuba – confida Larraz, che per molti anni ha indirizzato le sue forze creative verso caricature politiche –. L’abuso di potere è ormai globalizzato e ho sentito il dovere di trasmettere queste sensazioni al pubblico”, spiega. Una tematica centrale nella produzione di Larraz, questa, vestigia del suo impegno giovanile come caricaturista per importanti testate giornalistiche, affrontata sempre con un tocco di dissacrante ironia.

Amo disegnare e amo la politica, ma sapevo che volevo fare qualcosa che mi riempisse completamente di gioia – le parole dell’artista – . Quando ho iniziato, la pittura che volevo creare era proibita: l’arte astratta era in pieno vigore all’epoca, ma io volevo essere un pittore realista, considerata un’arte degenerata. Ricordo di aver pensato: fantastico, non dovrei farlo ma questo è esattamente quello che farò. E così è stato”. Negli ultimi 45 anni, Larraz ha dipinto centinaia di opere che raccontano non solo una storia fantastica ispirata ai luoghi in cui è stato e a ciò che ha visto, ma sono capaci di esplorare il subconscio umano, l’universo della fantasia.

Raggi di luce abbaglianti e ombre nitide suggeriscono qualcosa di invisibile, di piacevolmente misterioso a chi guarda. Il retaggio culturale caraibico del maestro si riflette nelle robuste pennellate e nei colori vivaci, nelle versioni surreali, immergendosi in un universo di barche a remi galleggianti, donne senza volto, isole misteriose. “Il messaggio del mio lavoro è sempre quello di avviare un dialogo interiore, non c’è focus o obiettivo”, dice Larraz. Che domani incontrerà i suoi estimatori internazionali a Venezia, in occasione della personale Viaggio nella fantasia allestita (fino al 22 dicembre) nella Galleria d’Arte Contini di Calle Larga XXII Marzo (www.continiarte.com).

“Si tratta di uno dei più grandi artisti sudamericani in America, richiesto dai collezionisti di tutto il mondo”, sorride Stefano Contini, gallerista che ha fatto dell’arte un profittevole business, con gallerie a Venezia, Mestre, Cortina. “Non mi sento un commerciante, ma un promotore d’arte – sottolinea Stefano Contini –. L’arte è bellezza, gioia, gradimento, ma può essere anche un sicuro investimento. La richiesta e l’interesse per la produzione di Julio sono tali che ho deciso di replicare la mostra precedente, proponendo un’ampia e accurata selezione di opere che ripercorrono la sua vivace e ironica produzione”.

Circa 60 fra dipinti e sculture, che tracciano il profilo di un autore geniale e poliedrico “sostenuto da straordinarie doti artistiche, in grado di affrontare tematiche diverse, tutte accomunate da un linguaggio onirico, metafisico e surreale, ma sempre legato a temi di quotidiana attualità” sottolinea il gallerista, che vanta nella sua scuderia artistica Igor Mitoraj, Fernando Botero, Robert Indiana, Christo, per citarne alcuni, mentre, tra gli italiani, Enzo Fiore, Carla Tolomeo e Mario Arlati. Quest’ultimo protagonista della personale Muri e Stracci: la Materia diventa Arte allestita fino al 25 novembre, in collaborazione con la Galleria Contini, nelle sale della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

QN