Niente KylieKaia o Lily-Rose. Sono MargotShudu Zhi le tre supermodelle scelte da Olivier Rousteing, direttore artistico di Balmain, per la nuova campagna pubblicitaria, sul leitmotiv Balmain Army.

Donne perfette e intriganti, di etnie diverse, che tuttavia non vedremo in passerella – ma mai dire mai, visti i progressi della tecnologia nel campo degli ologrammi -, perché si tratta di personaggi virtuali, creati in base alla cosiddetta Cgi, computer-generated imagery.Per realizzare il progetto, lo stilista si è avvalso della collaborazione del fotografo Cameron-James Wilson, artefice di una delle tre “testimonial”, Shudu, che può contare su 140mila follower su Instagrame nel 2018 ha prestato il volto alla linea Fenty Beauty di Rihanna.

Una popolarità che a molti ha fatto storcere il naso: sui social non sono mancate polemiche sull’utilizzo di una “fake model” nera, ideata da un bianco e che intralcia il lavoro delle professioniste in carne e ossa, anche solo per il fatto di non percepire uno stipendio.

Attacchi che non hanno demotivato Wilson, consapevole come Rousteing del fatto che il potenziale della Cgi è ancora tutto da sfruttare.