Magneti Marelli venduta da Fca, passa ai giapponesi per 6,2 miliardi

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Lo storico stabilimento di Bologna nacque come Weber

Bologna, 22 ottobre 2018  – Un altro pezzo della storia italiana – e bolognese – se ne va. Fca (che ha fatto un balzo in borsa da +5,2) ha ceduto Magneti Marelli, che ha lo stabilimento anche a Bologna e Crevalcore, alla società nipponica Calsonic Kansei. Le attività congiunte opereranno sotto il nome Magneti Marelli CK Holdings. Magneti Marelli CK Holdings avrà un fatturato totale di 15,2 miliardi di euro, “creando uno dei dieci maggiori fornitori indipendenti nella componentistica per automotive al mondo”, spiega il gruppo in una nota.

Fca ha sottoscritto un accordo di fornitura pluriennale con Magneti Marelli CK Holdings, sulla base della volontà di entrambi di mantenere le operation di Magneti Marelli in Italia e sostenere la sua presenza industriale e i livelli occupazionali. La nuova combinazione manterrà, almeno per 5 anni, l’attuale sede operativa di Magneti Marelli a Corbetta, in provincia di Milano. L’operazione ha un valore pari a 6,2 miliardi di euro.

Magneti Marelli era una multinazionale italiana, che ha impianti produttivi in quattro continenti nel mondo, i più importanti si trovano in Italia (che è il Paese con maggior concentrazione), ma è presente anche in Argentina, Brasile, Cina, Corea, Francia,Germania, Giappone, India, Malaysia, Messico, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Serbia, Slovacchia. La vendita al gruppo giapponese rappresenta comunque l’ennesimo passaggio di un nuovo pezzo di scelta dell’industria italiana in mani straniere, dopo – tanto per citarne alcuni – l’acquisizione di Pirelli da parte della cinese ChemChina o Italcementi da parte di HeidelbergCement tedesco.

Le voci si rincorrevano da settimane se non mesi, ma i sindacati non hanno ricevuto comunicazioni ufficiali. “Ci vendiamo i gioielli, diciamo così. È una situazione che dimostra come il capitalismo italiano non sviluppa se stesso”, è il secco commento della leader della Cgil Susanna Camusso. Francesca Re David, segretaria generale della Fiom-Cgil, sottolinea che “la Fiom da mesi si è mobilitata con i lavoratori per chiedere al Governo un ruolo attivo per un confronto con la proprietà della Magneti Marelli. Ma dobbiamo prendere atto – prosegue la nota – della avvenuta vendita a Calsonic Kansei. Il Governo ha perso un’occasione enorme di politica industriale non occupandosi della Magneti Marelli nonostante le nostre continue richieste. Delle aziende e dei settori sarebbe bene occuparsene non quando sono in crisi, in difficoltà finanziarie o produttive, ma quando hanno delle potenzialità di crescita”. Per Re David “la divisione della componentistica di Fca è un vero ‘gioiello industriale‘, una pietra angolare di un un sistema complesso di componentistica fatto di aziende, competenze e innovazione che avrebbero avuto bisogno di una politica attiva per la messa in rete”.

“La notizia della vendita era da tempo nell’aria. La conferma dell’acquisizione da parte della giapponese Kkr & Co. attraverso la controllata Calsonic Kansei Corporation”, porta il segretario della Fim-Cisl Marco Bentivogli a dire che “per la nuova società risultante è una notizia importante perché consente di crescere e raddoppiare l’economia di scala di Magneti Marelli fino a 15,2 miliardi di dollari”. Nel processo di consolidamento dei player dell’auto “anche la supply chain è dentro lo stesso percorso e la nuova società costituirà il settimo produttore mondiale di componentistica auto. Solo il settore della plastica (che coinvolge in parte lo stabilimento di Crevalcore) sarà escluso dall’operazione per rientrare nel perimetro di Fca”, evidenzia il dirigente Cisl.

“Se non ci saranno saldi negativi sull’occupazione in Italia per me non è un problema – è il commento di Matteo Salvini -. E’ chiaro però che conto di guidare un Paese che faccia esattamente il contrario, cioè vada ad acquisire aziende all’estero”.

QN