Parigi – La bellezza è legata alla diversità e alla libertà di esprimersi. E la moda, che tanto può fare per la società, questo messaggio lo vuol far arrivare molto bene. Ed ecco Kristen McMenamy, supertop anni Novanta, che appare come una visione alla prima uscita della passerella di Valentino per l’estate 2019. E anche chi l’ha vista sfilare quando aveva poco più di vent’anni la riconosce subito, nonostante l’aria da vestale nel lungo abito nero di faille di cotone, a bolla, amplissimo e molto couture che lei indossa magnificamente anche oggi a 53 anni e i lunghi capelli bianchi, portati sciolti fino alla vita.

Una visione uscita dal cuore di Pierpaolo Piccioli che alla fine ha ricevuto un tributo di ammirazione e di affetto dal pubblico che ama Valentino, quello che lui disegna con sempre più sicurezza, e il vero Valentino Garavani seduto in prima fila, felice, accanto a Giancarlo Giammetti e Giorgina Brandolini. Come se il tempo si fosse fermato. Non si è fermata per fortuna la creatività di Pierpaolo Piccioli che vuole sempre ribadire come la couture sia un valore del brand, e come lui intenda portarne segreti e preziosità anche nel pret-à-porter. “La couture non è legata al prezzo ma alla cultura del fare – dice mentre sfilano abiti di plissé che sono una magia – a individualità e stravaganza.

Ed io voglio portare la cultura della couture del Pret-à-porter, con tutta la libertà possibile per le donne che con l’abito debbono potersi anche esprimere”. E ripensa ai colori e alle stampe di Gauguin, a quegli artisti che nell’Ottocento per la loro stravaganza fuggivano dalle città per rifugiarsi lontano, in isole esotiche. “Oggi dobbiamo poter vivere liberamente e anche con stravaganza intelligente anche in città, questo è il mio messaggio”, dice Pierpaolo che ha creato sandali bassi e sneakers adorni di piume che però si possono anche staccare, secondo l’umore e l’attitudine. “Le piume sono l’immaginario della couture che va in strada”. Una felpa logata è tempestata di piumette, la nuova borsa, davvero bella, si chiama V Ring ed è finalmente molto leggera. Non mancano i rossi lunghi plissettati con le maniche grandi e rotonde, i paillettati da sera con le piume intrecciate, le fantasie esotiche, l’abito pigiama davvero innovativo, i neri che raccontano di un’eleganza intima e forte, “perchè il nero fa diventare più urbani i grandi volumi”, dice Piccioli.

Il trucco è glitterato sugli occhi o sulla bocca, gli orecchini sono cerchi spezzati. L’uniforme della prossima estate sarà però la camicia di cotone bianco super over e i pantaloni neri. Quando domandi al direttore creativo di Valentino cosa pensa della vendita della maison Versace la risposta è netta: “Alcune vendite come questa sono delle opportunità per la maison di crescere. C’è bisogno di investimenti. Io adoro Donatella.Versace è e rimane un marchio italiano, proprio come noi”. Infatti Valentino è puro made in Italy, con atelier d’alta moda a Roma, anche se da alcuni anni la proprietà è del Fondo Sovrano del Qatar.

Un po’ di inquietudine e paura all’uscita della sfilata di Valentino e poliziotti in assetto di guerra coi mitra: la Securité ha fermato un autista non autorizzato che aveva cercato di forzare il blocco consuento all’ingresso dello show, guidando a velocità sostenuta. E’ subito scattato il piano antiterrorismo, ma tutto si è risolto al meglio, col giovanotto ammanettato. “Hanno colpito tutti i simboli di Francia, ci manca solo che attacchino la moda”, sospira un agente.